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La Banca d'Italia

Lo studio arriva a presumere che l'utenza faccia uso del taxi indipendentemente dal fatto che ne abbia realmente bisogno arrivando a dichiarare ad esempio "La domanda di corse in ciascuna ora dipende dal prezzo medio per corsa p, dal tempo di attesa del servizio da parte dell’utente w, da una serie di variabili esogene x, fra cui ad esempio la velocità media del taxi".

Nella trattazione ci si rende condo che una domanda "anelastica" cioè legata ai propri bisogni effettivi piu' che all'eccesso di offerta potrebbe spiegare la forte resistenza dei tassisti all'aumento di licenze, bravi, complimenti vivissimi, aumentare l'offerta, e quindi i taxi non necessariamente crea un aumento della domanda.

Sempre nello studio ci si rende conto che le tariffe imposte sono una garanzia per gli utenti e che in assenza di esse in un ipotetico regime di libera concorrenza in cui si avviasse una contrattazione bilaterale fra cliente e tassista ogni volta che è richiesto il servizio, ne potrebbero derivare risultati molto variabili, grande incertezza da parte di utenti e fornitori del servizio e alti costi di ricerca

Non solo, si ammette di trarre conclusioni non sapendo a quanto (poco o tanto) possa corrispondere la redditivita' del servizio "Un’efficace regolazione, che non voglia correre il rischio di restringere eccessivamente l’offerta, avrebbe necessità di fondarsi su un attento esame delle condizioni di domanda e di redditività del servizio nei diversi orari e periodi. In Italia le indagini effettuate a questo fine sono rarissime."

Pur rendendosi conto che i costi di gestione sono presenti e sono anche elevati "La teoria economica suggerisce l’utilizzo di una tariffa a due parti (in alternativa alla fissazione del prezzo al livello del costo medio) nel caso della regolamentazione dei monopoli naturali al fine di consentire all’impresa di recuperare gli elevati costi fissi di gestione."

Nelle conclusioni da un lato "appare opportuno l’innalzamento del livello di regolamentazione del settore" mentre dall'altro parlando di una ipotetica mancanza di offerta parlano  "di necessità di adeguamento delle tariffe e per l’apertura del mercato a società che possano detenere più licenze potrebbe contribuire a superare questo problema"

Come dire, aumentiamo i taxi che tanto la gente li usa ugualmente anche se non ne ha effettivo bisogno, e non curiamoci se i costi di gestione gia' altri non consentono di remunerare chi svolge il lavoro, se poi i taxi ci sono ma non riescono a raggiungere l'utenza non ha importanza.

BANCA D'ITALIA EUROSISTEMA

Questioni di Economia e Finanza
IL SERVIZIO DI TAXI E DI NOLEGGIO CON CONDUCENTE DOPO LA RIFORMA BERSANI:
UN’INDAGINE SULLE PRINCIPALI CITTÀ ITALIANE
di Chiara Bentivogli*

 

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"Il punto può essere meglio chiarito mediante uno schema estremamente semplificato (Douglas, 1972; Beesley, Glaister, 1983; Cairns, Liston-Heyes, 1996; Lam, Bell, 2003) in cui in ogni unità di tempo (ad esempio un’ora) sono presenti sul mercato n taxi (n=Nh/24, dove N è il numero complessivo delle licenze/taxi e h è l’orario medio di lavoro dei tassisti) dei quali E sono occupati e V sono liberi (n=E+V). La domanda di corse in ciascuna ora3 dipende dal prezzo medio per corsa p, dal tempo di attesa del servizio da parte dell’utente w, da una serie di variabili esogene x, fra cui ad esempio la velocità media del taxi (determinata a sua volta dall’estensione della ZTL, delle corsie preferenziali, ecc.) e dal livello di queste variabili rispetto a quelle di mezzi alternativi di trasporto (stesse variabili con suffisso a):"

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"La possibilità di una domanda relativamente anelastica rispetto ai tempi di attesa potrebbe ben spiegare la forte resistenza dei tassisti ad aumenti del numero di licenze a parità di tariffe (cfr. oltre). Sebbene l’interazione tra domanda e disponibilità del servizio non implichi necessariamente un calo dei profitti unitari (e tanto meno un calo delle tariffe che, negli assetti fortemente regolamentati che di fatto caratterizzano il settore, sono anch’esse predeterminate), la percezione degli operatori è che la domanda sia poco reattiva rispetto ai tempi di attesa e quindi alla disponibilità del servizio."

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"Un ulteriore aspetto critico del servizio è rinvenibile nel fatto che la predeterminazione di una tariffa può di per sé favorire l’incontro tra domanda ed offerta: in un ipotetico regime di libera concorrenza in cui si avviasse una contrattazione bilaterale fra cliente e tassista ogni volta che è richiesto il servizio, ne potrebbero derivare risultati molto variabili, grande incertezza da parte di utenti e fornitori del servizio e alti costi di ricerca che potrebbero condurre ad un sottodimensionamento del mercato (Visco Comandini et al., 2004); ne risulta l’utilità di forme di regolamentazione specificamente miranti ad accrescere la trasparenza delle condizioni di mercato, anche con la fissazione (a tutela del consumatore) di tariffe massime."

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Rapportare le licenze alla popolazione residente consente di scalare i dati delle diverse città ma non fornisce indicazioni precise sulla adeguatezza del servizio rispetto alla domanda potenziale. Un’efficace regolazione, che non voglia correre il rischio di restringere eccessivamente l’offerta, avrebbe necessità di fondarsi su un attento esame delle condizioni di domanda e di redditività del servizio nei diversi orari e periodi. In Italia le indagini effettuate a questo fine sono rarissime.

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"È generalizzato l’utilizzo della tariffa a due parti per i taxi con incrementi sia della parte fissa sia di quella variabile in giorni e orari a minore domanda. Nel gruppo delle città piccole risulta più elevato sia lo scatto medio alla partenza sia il costo al km. La teoria economica suggerisce l’utilizzo di una tariffa a due parti (in alternativa alla fissazione del prezzo al livello del costo medio) nel caso della regolamentazione dei monopoli naturali al fine di consentire all’impresa di recuperare gli elevati costi fissi di gestione."

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"In primo luogo, appare opportuno l’innalzamento del livello di regolamentazione del settore. La gestione comunale non ha utilizzato quasi mai il suo principale vantaggio, la possibilità di conoscere più da vicino il mercato, mentre ha spesso subito la cattura da parte degli operatori locali (suo principale svantaggio). L’introduzione a livello nazionale di alcune norme per l’utilizzo di specifici indicatori di scarsità dell’offerta, di necessità di adeguamento delle tariffe e per l’apertura del mercato a società che possano detenere più licenze potrebbe contribuire a superare questo problema"

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